GIOSTRE DI CAVALLI UTILI AI COMMERCIANTI? AD AREZZO PROTESTANO CONTRO I PREPARATIVI DELLA GIOSTRA DELLE CONTRADE AMMESSE DAL FASCISMO.
Autore admin | 9 giugno 2009
Ad Arezzo vi è una tradizione da tutelare sebbene nella storia utile al regime fascista. Il Comune di Arezzo, infatti, non considera la caduta del regime ma quella dei cavalli prevista, infatti, nel regolamento della giostra. A divenire esplicito bersaglio è, come al solito, il tanto con fervore mirato saracino, per fortuna rappresentato da un fantoccio.
La giostra ha avuto alterne vicende nei secoli, tanto da essere scomparsa fino al 1931 quando i maggiorenti fascisti, per avvicinare il popolo al regime, finanche imposero al fantino la rappresentanza di una contrada.
Figuriamoci se la caduta del regime e le Giunte di ben altro colore che si sono succedute ad Arezzo, hanno influito, in difesa dei cavalli, sulla poco tradizionale corsa la quale, a dire il vero, ai commercianti da fastidio. Arezzo, infatti, non ha una piazza funzionale ai due appuntamenti della giostra fissati a giugno e settembre. Il montaggio di palchi e tribune occupa praticamente tutta l’estate a discapito dei giustamente nervosi commercianti che vedono compromessa la stagione turistica.
Un motivo in più per abolirla, ma evidentemente altri interessi economici, verosimilmente legati al finanziamento di tale iniziative, ne impongono il mantenimento. Potrebbero essere mantenute tutte le rievocazioni storiche, eliminando i cavalli, ma evidentemente per il Comune di Arezzo tutelare l’idea avuta dai maggiorenti concittadini, è esigenza prioritaria.
Fonte: AgenziaAnimalista



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