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  • RAI E CONSORZIO TUTELA PALIO DI SIENA FIRMANO L’ACCORDO PER LA TRASMISSIONE DELLA CORSA TUTELATA DALLA LEGGE SUL MALTRATTAMENTO DI ANIMALI

    Autore admin | 9 giugno 2009

    La RAI si vanta di fare pagare il più basso abbonamento (ossia la tassa sul possesso di apparecchi televisivi) tra i paesi occidentali. In tal maniera, dice sempre la RAI, si finanzia il servizio televisivo pubblico. Lasciamo perdere i raffronti con gli introiti pubblicitari e, obiettiamo noi, il più basso abbonamento dovrebbe forse suggerire una maggiore oculatezza nella spesa, ancor di più se di mezzo vi sono valori morali.

    In sintesi, può uno spettacolo opinabile essere mandato in onda, poi … anche dal servizio pubblico? Forse no o forse si, ma senza entrare nel merito della qualità dei programmi cosa rispondere quando in Italia vi è una specifica norma con previsione di sanzioni penali, che prevede addirittura la sua esclusione dalla punibilità di possibili maltrattamenti?

    Se la legge 189/04 contro i maltrattamenti di animali si esclude in tal miniera, perché meravigliarsi se la RAI continua a prelevare il potenziale audience?

    La trasmissione da mamma RAI delle due edizioni del Palio di Siena sarà per i prossimi tre anni resa possibile grazie all’accordo siglato oggi pomeriggio con il CTPS, Consorzio Tutela Palio di Siena.

    Ovviamente l’accordo è possibile con una clausola precisa, ancora a carico RAI: adeguata pubblicizzazione nei giorni precedenti. Peccato, però, che tra le clausole dell’accordo non sia prevista la pubblicizzazione di eventuali ferimenti o morte di cavalli. I cavalli, infatti, in questo caso non pagano.

     

    fonte: AgenziaAnimalista