DI NUOVO ALLARME PER I CANI RANDAGI SICILIANI. TRA SPIAGGE INTERDETTE E CANILI STRACOLMI.
Autore admin | 10 giugno 2009
L’allarme per i cani randagi siciliani non è finito, anzi. Dopo i tragici incidenti di Scicli (RG), ove ha perso la vita un bambino ed una turista è rimasta gravemente ferita, ecco di nuovo apparire lo spettro delle soluzioni crudeli quanto inutili per i randagi siciliani.
Da alcuni giorni infatti si susseguono notizie di spiagge chiuse ai bagnanti e richieste di intervento dell’esercito (Scicli) nonché morsi a postini (Licata, prov. AG) e canili stracolmi (Sciacca, prov. AG). I Sindaci alzano le spalle perché i canili sono pieni ed i Servizi della Sanità Pubblica Veterinaria, come successo a Sciacca, non possono far altro che censire i randagi (400) ed inviare ai Sindaci l’elenco dei canili siciliani.
Già nel recente passato, infatti, più canili siciliani, inclusi alcuni non a norma, hanno ricevuto richieste da più Comuni. Le sterilizzazioni, lamentano i Servizi Veterinari, non sono numericamente adeguate a fronteggiare il fenomeno e così la (non) soluzione del canile, conveniente per il privato che firma le convenzioni, si fa ancora avanti.
Quello che non quadra è il fatto che da un lato i Comuni lamentano mancanza di fondi e dall’altro molti di essi firmano costose convenzioni per gli inutili ricoveri nei canili. In tal maniera non viene affrontato alla radice il fenomeno del randagismo; per ogni cane accalappiato, infatti, ve ne sono molti altri pronti a sostituirlo. Mai nessun canile potrà contenerli tutti, ed il sospetto che questo pozzo senza fondo debba essere mantenuto, è più che legittimo. I pochi canili privati che eseguono sterilizzazioni, mantengono i cani randagi operati per decine di giorni, come prevede la legge regionale sul randagismo, e si guardano bene a farsi autorizzare (come possibile) per una minore degenza.
La stragrande maggioranza dei Comuni non eseguono alcun controllo sulla microchippatura dei cani padronali, liberi così di essere abbandonati se privi di microchip. Eppure un lettore di microchip costa pochissimo.
Come mai i Comuni senza fondi vogliono sbarazzarsi dei cani rinchiudendoli in un canile a pagamento e non spendono neanche un centesimo per controllare la loro popolazione canina?
Il modello Sicilia non è poi dissimile da quello di altre regioni italiane ma, come ci insegna Leonardo Sciascia, bisogna andare in Sicilia per constatare quanto è incredibile l’Italia.
Fonte: AgenziaAnimalista


Menu
Archivi
Eventi
Link Consigliati