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  • LINEE GUIDA CONTRO GLI AVVELENAMENTI DI ANIMALI IN EMILIA ROMAGNA

    Autore admin | 12 giugno 2009

    La Giunta regionale dell’ Emilia Romagna ha approvato le Linee guida per la lotta agli avvelenamenti degli animali, pratica che, nonostante l’apposita Ordinanza del Ministero della Salute, non mostra importanti flessioni. Il provvedimento definisce le procedure da seguire in tutto il territorio regionale con l’obiettivo di monitorare il fenomeno, favorirne la prevenzione e dare più efficacia agli interventi di repressione.

    Di grande importanza è l’introduzione di un unico percorso operativo, a partire dalla raccolta dei reperti fino all’identificazione e all’analisi di bocconi avvelenati o di animali deceduti per sospetto avvelenamento e agli interventi di bonifica anche con la partecipazione di volontari appositamente formati. Sono, inoltre, definiti i compiti e il ruolo di ciascuno dei soggetti coinvolti: Servizi veterinari delle Aziende Usl, Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, Corpo Forestale dello Stato.
     
    L’obiettivo è arrivare alla mappatura e al censimento degli avvelenamenti, dei prodotti tossici utilizzati nonchè dei tipi di esca adottati. La definizione di una procedura unica ed uniforme in tutta l’Emilia-Romagna ha anche lo scopo di sviluppare un maggiore coordinamento nella vigilanza del territorio da parte delle Forze di Polizia.

    A sostegno delle Linee guida sono anche previste iniziative informative e di sensibilizzazione, tra le quali una campagna informativa rivolta ai cittadini, che riguarderà non solo la violenza dell’azione (la morte degli animali, provocata dopo enormi sofferenze), ma anche i rischi per la salute pubblica e per l’impatto ambientale (gli animali avvelenati possono essere preda di altri animali; alcuni veleni persistono nell’ambiente e possono raggiungere le falde acquifere).
     
    Le linee guida sono state elaborate dalla Commissione per la lotta agli avvelenamenti: oltre alla Regione (Assessorato Politiche per la salute, Assessorato all’Agricoltura), vi hanno partecipato  il Corpo Forestale dello Stato, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, rappresentanti delle Province, Associazioni animaliste, venatorie, di tartufai, l’Ordine dei Medici Veterinari.
     
    Finalmente una risposta ferma ad un problema serio. A quando simile provvedimenti in regioni dove gli avvelenamenti sono una pratica quotidiana?