I diritti animali
"Nel pronunciare la sua condanna di pratiche culturali consolidate, la teoria dei diritti non va contro il mondo dell’economia, nè contro la libertà dell’individuo; non va contro la scienza, nè contro l’uomo. E’ semplicemente per la giustizia, e solo per questo che sostiene che il rispetto dei diritti degli animali deve rientrare nell’ambito della giustizia. Obiettare che la giustizia si applica esclusivamente agli agenti morali o esclusivamente agli esseri umani, e che noi siamo nel nostro diritto quando trattiamo gli animali alla stregua di risorse rinnovabili, di ricettacoli rimpiazzabili, di strumenti, di copie o di cose, significa sottrarsi alla sfida lanciata dalla teoria dei diritti e dar voce, invece, proprio a quei pregiudizi che il presente lavoro ha inteso individuare e rifiutare.
Ma i pregiudizi sono duri a morire, e lo sono tanto più quando, come in questo caso, sono protetti da tradizioni secolari e da credenze religiose ampiamente diffuse, sostenute da estesi e potenti interessi economici, e tutelati dal diritto consuetudinario. Eliminare l’entropia collettiva delle forze che si oppongono al cambiamento non sarà facile. Il movimento per i diritti degli animali non è per le persone dal cuore tenero. il suo successo esige nientemeno che una rivoluzione nel pensiero e nella prassi della nostra cultura. In questo momento della nostra evoluzione siamo ancora lontani dall’avere un concetto preciso dello status morale degli animali quanto Lochner era lontano dal possedere un’immagine precisa del leone. Come si possa cambiare l’idea largamente dominante e fuorviante che si ha degli animali – anzi, se sia possibile cambiarla – è in larga misura un problema politico. Dal potere non scaturisce il giusto, ma le leggi. La filosofia morale non è un surrogato dell’azione politica. Tuttavia può contribuire a orientarla. La sua moneta sono le idee, e anche coloro che agiscono – coloro che scrivono lettere, che promuovono petizioni, che fanno domostrazioni e pressioni di vario genere, che mandano a monte una battuta di caccia alla volpe, che si rifiutano di dissezionare un animale o di usarlo nella pratica di laboratorio, o che prendono altre iniziative del genere – anche se sono queste le persone che, giorno dopo giorno, incidono sulle cose, la storia dimostra che le idee hanno il loro peso. Certamente sono state le idee di coloro che ci hanno preceduti – dei Salt e degli Shaw, noncè dei pensatori più recenti – a far passre le rivendicazione dei diritti degli animali, per usare le parle di Mill poste in apertura del libro, dallo stadio del ridicolo a quello del dibattito. Ora c’è da sperare che la publicazione di questo libro possa contribuire a portare questo grande movimento – il movimento per i diritti degli animali – verso il terzo e conclusivo stadio dell’accoglimento. Come ebbe a dire in un diverso contesto il noto fotoreporter americano Ansel Adams: noi siamo l’alba di una nuova rivelazione, di un nuovo risveglio. Ma ciò che abbiamo realizzato fin qui, se vogliamo prendere parte alla battaglia e vincere, va moltiplicato per migliaia di volte. "
TOM REGAN – I DIRITTI ANIMALI – epilogo – Garzanti Edidore spa 1990


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